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Manovra 2027: cedolare secca al 5% sul canone concordato e all'1% per gli inquilini fino a 35 anni

Aggiornato il 06/11/2026. Le regole generali vengono dalla legge 431/1998 e dal decreto del 16 gennaio 2017; i dettagli stanno nell'accordo territoriale di ogni comune.

○ Proposta, non ancora legge. Quello che leggi qui è nel disegno di legge di bilancio per il 2027 approvato dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre 2026. Il Parlamento ha tempo fino al 31 dicembre per approvarlo e può cambiarlo. Fino ad allora vale l'aliquota del 10%. Aggiorneremo questa pagina quando il testo sarà definitivo.

Cosa propone la manovra

Il Governo vuole rendere più conveniente affittare a canone concordato con due nuove aliquote della cedolare secca, al posto dell'attuale 10%:

  • 5% per la generalità dei contratti a canone concordato (il classico 3+2);
  • 1% quando l'inquilino ha fino a 35 anni al momento della firma del contratto.

Per il canone libero non cambia nulla: resta il 21%. Secondo le prime stime riportate dalla stampa, la misura costerebbe circa 100 milioni di euro e potrebbe riguardare oltre 250.000 contratti. Nello stesso disegno di legge compare anche il ritorno della cedolare secca al 21% per i piccoli locali commerciali, una misura diversa che non riguarda le abitazioni.

Cosa non si sa ancora

Il testo del disegno di legge e la relazione tecnica non sono ancora stati pubblicati in forma definitiva, e le fonti non concordano su diversi punti. Restano da chiarire:

  • se le nuove aliquote valgano solo per i contratti firmati dal 2027 o anche per quelli già in corso (diverse letture parlano solo dei contratti stipulati nel 2027, alcune di una validità dal 2027 al 2031);
  • se l'età dell'inquilino conti solo alla firma o per tutta la durata, e cosa succede con più inquilini di età diverse;
  • se la soglia sia «fino a 35 anni compiuti» o «sotto i 35»;
  • se l'agevolazione copra anche i contratti transitori e per studenti universitari;
  • se ci saranno limiti di reddito (al momento non ne risultano) e se resterà il vincolo dei comuni ad alta tensione abitativa che oggi condiziona il 10%;
  • come si combinerà con il primo rinnovo e con la rinuncia all'aggiornamento ISTAT, che con la cedolare resta.

Quanto cambierebbe in pratica

Prendiamo un canone concordato di 800 € al mese, 9.600 € l'anno. L'imposta annua sarebbe:

Cedolare secca sul concordato: oggi e secondo la proposta (esempio su 9.600 € l'anno)
AliquotaImposta annuaNetto annuoQuando
10% (oggi)960 €8.640 €In vigore, nei comuni ammessi
5% (proposta)480 €9.120 €Dal 2027, se approvata
1% (proposta, inquilino fino a 35 anni)96 €9.504 €Dal 2027, se approvata
21% (canone libero)2.016 €7.584 €Invariato

Con l'1%, un proprietario che affitta a un giovane a 800 € netti quasi 9.500 € l'anno: per pareggiare con un contratto libero al 21% dovrebbe chiedere oltre 1.000 € al mese. È il motivo per cui la misura, se passa, rende il canone concordato la scelta più conveniente in molte più zone di oggi. Lo sconto IMU del 25% sul concordato resterebbe in ogni caso.

Il canone resta quello dell'accordo

La manovra cambia l'imposta, non il modo di calcolare il canone: il tetto resta quello fissato dall'accordo territoriale del comune, zona per zona, e serve ancora l'attestazione di rispondenza per avere le agevolazioni. Anzi, con un'aliquota così bassa è probabile che i controlli sulla rispondenza del contratto all'accordo diventino più attenti: un canone fuori fascia o un contratto che non usa il modello ministeriale farebbe perdere il beneficio.

Cosa fare adesso

  • Se devi firmare nelle prossime settimane: il contratto firmato nel 2026 segue le regole di oggi (10% nei comuni ammessi). Se la legge limiterà il 5% e l'1% ai contratti stipulati dal 2027, chi può rinviare la decorrenza al nuovo anno potrebbe avere interesse a farlo; ma è una scommessa su un testo non ancora approvato, da valutare con il proprio consulente.
  • Se hai un contratto in corso: aspetta il testo definitivo prima di pensare a risoluzioni e nuove stipule. Non è detto che i contratti esistenti restino esclusi.
  • In ogni caso: calcola fin d'ora il canone massimo del tuo immobile con il simulatore e tieni pronti i documenti per l'attestazione. Se la misura passa, a gennaio sarai tra i primi a poterne approfittare.

Le fonti

Comunicato del Consiglio dei ministri n. 195 del 28 ottobre 2026; ricostruzioni di Adnkronos e Sky TG24 del 29 ottobre 2026. Il testo definitivo sarà quello pubblicato in Gazzetta Ufficiale con la legge di bilancio 2027.